Il piano di rientro nel recupero crediti

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Stipulare un piano di rientro è un’opportunità non trascurabile per risolvere in forma stragiudiziale un recupero crediti, con evidenti vantaggi per entrambe le parti in causa. Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta e quando conviene prendere in considerazione questa soluzione.

Quando procedere con il piano di rientro

Un creditore che si trovi nella posizione di dover recuperare importi non corrisposti nei tempi prestabiliti, per inadempienza della controparte, ha di fronte a sé diverse possibilità, a partire da forme di sollecito informali per arrivare all’avvio di un’azione giudiziaria che potrebbe concludersi con il pignoramento dei beni del debitore.

È evidentemente nell’interesse del creditore rientrare delle somme spettanti il più rapidamente possibile, ma anche evitare, qualora esistano altre vie percorribili, di ricorrere al Tribunale. Allo stesso modo un debitore che si trovasse in sincera difficoltà a rispondere del debito nei tempi stabiliti avrebbe piena convenienza nel trovare un accordo con il creditore prima che si instauri un’azione legale.

È in questa situazione che ben si inserisce la possibilità di un piano di rientro, ovvero di una sorta di rinegoziazione che vede le parti, creditore e debitore, accordarsi per un pagamento rateale del debito. La suddivisione in rate di un debito – che si tratti dell’intero importo o di un debito residuo – ha il duplice vantaggio di garantire al creditore il recupero, seppur non immediato, di somme altrimenti definibili in sospeso e di offrire al debitore una forma di rientro più sostenibile e compatibile con le proprie disponibilità finanziarie mensili. Il tutto può avvenire attraverso una scrittura privata, preferibilmente facendosi assistere da professionisti per la redazione e la verifica dei relativi termini.

Come fare un piano di rientro?

Le numerose variabili in gioco, tra tutte l’importo del debito e i rapporti esistenti tra creditore e debitore, fanno sì che non esistano regole assolute, quanto piuttosto buone pratiche e prassi da mettere in campo per evitare disguidi e tutelare quindi i diritti delle parti.

In particolare un piano di rientro dovrà riportare in modo esplicito e incontrovertibile i dati salienti dell’accordo, a partire dalla data della stipula e dall’indicazione chiara dei soggetti interessati, che apporranno la propria firma in calce. È buona norma descrivere caratteristiche e origini del debito in oggetto, oltre naturalmente a definire l’importo dello stesso, i tempi e le modalità stabilite per estinguerlo.

Si indicheranno quindi il numero di rate, le singole scadenze e l’ammontare di ciascuna, considerando che il piano potrebbe prevedere importi crescenti o decrescenti, acconti e quant’altro possa essere ritenuto utile nel compromesso tra le parti alla base dell’accordo. A tutela del debitore, andrà esplicitata la rinuncia da parte del creditore ad avviare procedure esecutive nei confronti della controparte nel periodo di validità del piano, quando regolarmente rispettato nei suoi termini. È altresì diritto del debitore ottenere indicazione esplicita che, al versamento puntuale di tutte le rate previste dal piano, il debito sia da considerarsi definitivamente estinto. Di contro, a tutela del creditore può essere inserita una clausola che garantisca la possibilità di esigere l’intero pagamento del debito, ovvero la revoca del piano di rientro, in caso di ritardo o mancato pagamento anche di una singola rata da parte del debitore.

I vantaggi del piano di rientro

Tra i vantaggi per il creditore nello stipulare un piano di rientro, si deve evidentemente considerare il fatto che la firma di un accordo di questa tipologia comporta il riconoscimento da parte del debitore dell’esistenza del credito e della sua entità.

Qualora il piano non venisse rispettato, è da considerare che un documento sottoscritto in questa forma potrebbe essere utilizzato dal creditore per ottenere dal tribunale competente un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo che obblighi pertanto il debitore al pagamento immediato degli importi in sospeso. Come sempre al debitore sarebbe garantito il diritto di opporsi al decreto ingiuntivo. È tuttavia innegabile che nel caso in cui l’accordo dovesse fallire, il creditore avrebbe un’arma in più per procedere rapidamente in via giudiziale e ottenere quanto dovuto in un’unica soluzione.

Adesso che hai tutte le informazioni necessarie non perdere tempo e denaro, i tuoi crediti aspettano di essere recuperati!


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