La procedura di esdebitazione: cosa prevede e come funziona

cosa prevede la procedura di esdebitazione

L’accumularsi di debiti insoluti può trovare una soluzione nella procedura di esdebitazione, aperta sia a imprenditori falliti che, dal 2012, a privati e consumatori intenzionati a trovare un accordo con i creditori per una risoluzione il più possibile soddisfacente della controversia.

Cosa prevede la procedura di esdebitazione

I criteri di ammissione a una procedura di esdebitazione fallimentare sono riportati all’articolo 142 della Legge Fallimentare, volto a stabilire come il fallito, persona fisica, abbia la possibilità di liberarsi dai debiti residui non soddisfatti nei confronti di creditori concorsuali al fine di riprendere la propria attività. Tra le diverse condizioni da rispettare, l’assenza di condanne per bancarotta fraudolenta e altri reati connessi all’attività di impresa e il fatto di non avere beneficiato di altra esdebitazione nei 10 anni precedenti.

L’esdebitazione vede il debitore proporre, attraverso un’apposita istanza legale, un piano di ristrutturazione del debito all’indirizzo del creditore o dei creditori in attesa. 

La legge n°3/2012 ha introdotto alcune novità in materia di composizione della crisi da sovraindebitamento, estendendo anche ai consumatori che abbiano contratto debiti di natura privata l’opportunità di una rinegoziazione fino ad allora riservata, in termini simili, alle procedure fallimentari. Il piano del consumatore può essere sottoposto in tribunale ai creditori avvalendosi di intermediari incaricati della composizione della crisi. È bene specificare che possono essere ammesse alle procedure previste per il sovraindebitamento le situazioni di crisi economico-finanziarie estreme e durature, che appaiano di fatto irrisolvibili senza interventi esterni.

Obiettivo del debitore sarà ottenere nuove tempistiche per soddisfare le obbligazioni in sospeso, anche rivedendo l’importo del debito totale, e risanare così la propria posizione finanziaria. Al termine della procedura infatti, se rispettato il piano di rientro nei modi e nei tempi concordati, il debitore può essere ritenuto ufficialmente libero dalle obbligazioni precedentemente contratte. Non ultimo, una procedura di esdebitazione offre al debitore la possibilità di ottenere la sospensione dei procedimenti esecutivi in atto o in arrivo, correlati ai debiti in oggetto.

Esdebitazione: il punto di vista dei creditori

Il creditore o i creditori possono invece trovare nel meccanismo dell’esdebitazione un compromesso volto a garantire, in tutto o in parte, il rientro delle somme attese. La procedura di esdebitazione può risolversi anche con la cessione dei crediti futuri e la liquidazione del patrimonio del debitore, in misura tale da soddisfare i creditori ed esclusi naturalmente i beni non pignorabili. È ammessa la partecipazione all’accordo di garanti che possano sostenere e offrire copertura al piano sottoposto ai creditori.

Perché l’accordo possa essere considerato valido dovrà essere accettato dai creditori in numero e misura tale da garantire che almeno il 60% dei debiti residui oggetto della procedura rientrino nella stessa. Quando il debitore è un semplice consumatore e i debiti contratti esulano dall’attività professionale è possibile che l’approvazione da parte dei creditori abbia requisiti meno vincolanti.

L’accordo con i creditori potrà essere annullato se il debitore dovesse venire meno all’impegno o non rispettasse i tempi concordati per i pagamenti.

Il ruolo degli intermediari nella procedura di esdebitazione

La risoluzione di un caso di sovraindebitamento prevede l’intervento di intermediari nel ruolo di organismi di composizione della crisi, secondo quanto riportato all’articolo 15 della legge 3/2012. Possono assumere tale incarico diverse figure: avvocati, commercialisti, esperti contabili e notai, purché iscritti nell’apposito registro presso il Ministero della Giustizia. Anche enti pubblici, province e comuni iscritti al registro hanno la possibilità di intervenire nella composizione della crisi (secondo requisiti di iscrizione definiti dal decreto n° 202 del 24 settembre 2014). Alle figure nominate dal Tribunale incaricato di gestire la richiesta può essere affidata, oltre alla redazione del piano, una relazione sulle capacità di rimborso del debitore, un giudizio di merito sulla condotta e sulle motivazioni alla base del sovraindebitamento.

Avvocati e consulenti sono peraltro figure dalle quali è consigliabile farsi accompagnare fin dalle prime fasi di una procedura di esdebitazione. Uno studio accurato e competente sulla fattibilità del piano consente infatti di valutarne opportunità ed efficacia.

È sempre attraverso un legale, inoltre, che si potrà avviare più celermente la procedura, a partire dalla presentazione dell’istanza, dal pagamento degli acconti previsti e dalla raccolta di tutta la documentazione necessaria ai fini burocratici e giudiziali.

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